La transizione energetica italiana ed europea si prepara a ricevere una spinta senza precedenti. Sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea è stata pubblicata la nota di orientamento della Commissione Europea in merito alla nuova clausola di salvaguardia nazionale per la sicurezza energetica, un meccanismo di flessibilità di bilancio che consentirà all'Italia di stanziare oltre 14 miliardi di euro (precisamente 14,4 miliardi) in incentivi fino al 2028.
Questa misura straordinaria, mirata a rafforzare la resilienza strutturale del sistema energetico e ad accelerare la transizione dai combustibili fossili, rappresenta un'opportunità preziosa per il tessuto industriale e sociale del Paese.
Le linee guida della Commissione Europea chiariscono che i fondi non potranno essere destinati a sussidi temporanei o bonus per ridurre le bollette di fonti fossili, come per esempio il taglio delle accise sui carburanti; al contrario, dovranno finanziare interventi strutturali e duraturi per la decarbonizzazione e l'efficienza energetica di famiglie, pubblica amministrazione e imprese.
Mentre il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) sta definendo l'elenco esatto delle misure nazionali da presentare a Bruxelles, è già questo il momento per muoversi d'anticipo. Pianificare oggi gli interventi di riqualificazione degli edifici e l'adozione di tecnologie pulite significa farsi trovare pronti all'apertura dei nuovi bandi e massimizzare le probabilità di accesso alle agevolazioni (sotto forma di sovvenzioni, crediti d'imposta o prestiti a tasso agevolato).
Il perimetro individuato dalla Commissione distingue tre categorie di beneficiari - famiglie, imprese e pubblica amministrazione - cui si affiancano gli investimenti sul sistema energetico e sulle infrastrutture di trasporto.
Per il settore industriale e commerciale rientrano nel perimetro:
Il tratto comune è la dimostrabilità del risultato: ogni misura richiederà di documentare ex ante il risparmio atteso e, con ogni probabilità, di verificarlo ex post.
Per il settore pubblico il perimetro è ampio e si incrocia con obblighi già vigenti, il che rende gli interventi doppiamente convenienti: rispondono a un adempimento e attingono a una risorsa.
Per un ente pubblico la difficoltà non sta quasi mai nel reperire la risorsa, ma nel reggere la fase istruttoria e di rendicontazione. Tre elementi meritano attenzione fin da ora:
Certimac è un Organismo di Ricerca e Certificazione fondato e partecipato da ENEA e CNR. Questa natura - terza parte indipendente, con laboratorio proprio ed esperti qualificati - è ciò che consente di accompagnare imprese ed enti lungo l'intero percorso, dalla progettazione dell'intervento alla dimostrazione del risultato.
Area Energia. Analisi dei consumi, diagnosi energetiche preliminari, modellazione e simulazione dinamica degli interventi per verificare in anticipo il raggiungimento dei target di risparmio, monitoraggio dei consumi e verifica ex post delle prestazioni conseguite. Supporto ai sistemi di gestione dell'energia secondo la ISO 50001.
Area Materiali. Caratterizzazione termofisica, meccanica e prestazionale di isolanti e componenti edilizi, con laboratorio accreditato ISO 17025 e le competenze di Organismo Notificato per la marcatura CE dei prodotti da costruzione. Garantisce che gli interventi sull'involucro producano l'efficienza attesa e la mantengano nel tempo.
Area Sostenibilità. Analisi del ciclo di vita (LCA), dichiarazioni ambientali di prodotto (EPD), Carbon Footprint, verifica del contenuto di riciclato e supporto alla conformità ai Criteri Ambientali Minimi: gli strumenti con cui un intervento supera le verifiche ambientali richieste dai bandi e dagli affidamenti pubblici.
A queste tre aree si affianca in modo trasversale il supporto nell'individuazione dei finanziamenti disponibili e nella costruzione dei progetti di ricerca e innovazione.
L'elenco definitivo delle misure nazionali è ancora in costruzione, ma a livello europeo le tempistiche sono abbastanza chiare: la possibile approvazione ufficiale del piano da parte del consiglio attesa per la sessione ECOFIN di ottobre, e i primi bandi arriveranno nei mesi a venire.
Perciò questa è esattamente la finestra utile per non farsi trovare impreparati, per co-progettare ex-novo progetti di efficientamento energetico e fare ciò che, a bando aperto, non si ha più tempo di fare: misurare i consumi, individuare gli interventi con il miglior rapporto tra costo e risparmio, verificare la conformità tecnica delle soluzioni scelte.
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