Con una dotazione di oltre 505 milioni di euro, Scoperta Imprenditoriale II è una delle principali misure nazionali del 2026 dedicate a sostenere gli investimenti delle imprese in ricerca industriale e sviluppo sperimentale nelle Regioni del Mezzogiorno.
Promosso dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy nell'ambito del Fondo per la crescita sostenibile, l'intervento finanzia progetti finalizzati alla realizzazione di nuovi prodotti, processi e servizi o al miglioramento significativo di quelli esistenti, attraverso lo sviluppo di tecnologie abilitanti e in coerenza con la Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente.
La misura interessa Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia e assegna particolare rilievo alle PMI: il 60% delle risorse è riservato ai progetti proposti da PMI e reti di imprese e, all'interno di questa quota, il 25% è destinato alle micro e piccole imprese.
La misura finanzia progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale finalizzati a sviluppare nuovi prodotti, processi o servizi oppure a introdurre un miglioramento significativo di soluzioni già esistenti.
I progetti devono utilizzare tecnologie abilitanti fondamentali e inserirsi nelle aree tematiche e nelle traiettorie di sviluppo della Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente oppure contribuire alla sua evoluzione individuando nuove traiettorie tecnologiche e applicative.
L'investimento complessivo deve essere compreso tra 1 e 5 milioni di euro, avere una durata compresa tra 18 e 36 mesi ed essere realizzato presso una o più unità locali situate nelle Regioni interessate dalla misura.
Le attività devono inoltre iniziare successivamente alla presentazione della domanda e comunque entro tre mesi dalla concessione delle agevolazioni.
Un elemento caratterizzante della misura è la forma collaborativa richiesta ai progetti, che può essere costruita secondo due configurazioni alternative.
La prima è il progetto congiunto, presentato da un massimo di tre soggetti, tra i quali deve essere presente almeno una PMI; ciascun partner deve sostenere almeno il 10% dei costi complessivi ammissibili e la collaborazione deve essere regolata attraverso contratto di rete o altra forma contrattuale prevista dalla misura.
La seconda possibilità riguarda la PMI o la piccola impresa a media capitalizzazione che presenta il progetto come unico beneficiario. In questo caso l'impresa deve coinvolgere uno o più soggetti esterni e indipendenti attraverso servizi di ricerca, consulenza alla R&S e/o ricerca contrattuale per un valore complessivo pari ad almeno il 10% dei costi ammissibili del progetto.
Le relative prestazioni costituiscono spese ammissibili sostenute dall'impresa e concorrono anche al raggiungimento della soglia minima di investimento di un milione di euro.
È proprio nella componente collaborativa che gli Organismi di Ricerca possono offrire alle imprese competenze, metodologie e infrastrutture tecnico-scientifiche specialistiche.
Un Organismo di Ricerca può entrare formalmente nel progetto come co-proponente e beneficiario delle agevolazioni; in questa configurazione rientra nel limite massimo dei tre partner, deve sostenere almeno il 10% dei costi complessivi ammissibili e deve svolgere le proprie attività presso una propria unità locale situata in una delle Regioni interessate dalla misura.
In alternativa, può operare come prestatore esterno di servizi di ricerca, consulenza R&S o ricerca contrattuale, senza entrare nel partenariato dei beneficiari e quindi senza essere conteggiato tra i tre soggetti proponenti.
Questa seconda configurazione amplia sensibilmente le possibilità per le imprese del Mezzogiorno: le FAQ MIMIT chiariscono infatti che i servizi di consulenza possono essere forniti da soggetti con sede legale in qualsiasi parte del territorio nazionale o anche all'estero, purché siano riferiti al progetto di ricerca e sviluppo agevolato.
Per una PMI che presenta autonomamente il progetto, il coinvolgimento di un Organismo di Ricerca può quindi diventare uno strumento concreto per integrare nel programma competenze scientifiche, attività sperimentali e infrastrutture di laboratorio non disponibili internamente, contribuendo al contempo al requisito minimo di collaborazione esterna previsto dalla misura.
Per le imprese le agevolazioni sono concesse attraverso due strumenti che operano congiuntamente: un finanziamento agevolato pari nominalmente al 40% dei costi e delle spese ammissibili e un contributo diretto alla spesa differenziato in funzione della dimensione aziendale.
Il contributo diretto è pari nominalmente al 40% per le piccole imprese, al 35% per le medie imprese e al 30% per le grandi imprese, nel rispetto delle intensità massime di aiuto e delle soglie previste dal Regolamento GBER.
Le due forme di agevolazione non sono alternative: per le imprese beneficiarie finanziamento agevolato e contributo diretto alla spesa sono concessi in concorso tra loro.
Certimac opera come Organismo di Ricerca a supporto delle imprese nei progetti di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e trasferimento tecnologico, integrando competenze nei campi dei materiali, dell'energia e della sostenibilità.
Fondato e partecipato da ENEA e CNR, Certimac mette a disposizione delle aziende un team multidisciplinare, laboratori specializzati e strumentazioni avanzate per accompagnare l'innovazione dalla definizione del fabbisogno fino allo sviluppo, alla sperimentazione e alla validazione delle soluzioni.
Nell'ambito di Scoperta Imprenditoriale II, Certimac può quindi affiancare le imprese nella costruzione e realizzazione della componente tecnico-scientifica del progetto e, ove coerente con la configurazione progettuale prescelta, operare come prestatore specializzato di servizi di ricerca, consulenza R&S e ricerca contrattuale.
Le competenze disponibili consentono di intervenire, ad esempio, nello sviluppo sperimentale di nuovi materiali, prodotti, componenti e processi, nella progettazione e validazione di prototipi e dimostratori, nella caratterizzazione di materiali e componenti, nelle prove di laboratorio e nel testing prestazionale, nonché nello sviluppo di soluzioni finalizzate all'efficienza energetica, alla sostenibilità e all'economia circolare.
Gli Innovation Specialist Certimac possono inoltre partire dal fabbisogno dell'impresa per contribuire a definire obiettivi tecnico-scientifici, attività, tempi, costi e risultati attesi, mettendo a disposizione gli elementi tecnici necessari alla costruzione del progetto di ricerca e sviluppo.
A questo si affianca l'esperienza dell'Area Bandi e Finanziamenti di Certimac, che supporta le imprese nell'individuazione delle opportunità di finanziamento e nella strutturazione dei percorsi di innovazione finanziata.
La procedura di compilazione della domanda e della documentazione allegata sarà disponibile a partire dal 24 settembre 2026, mentre lo sportello per la presentazione delle domande aprirà alle ore 10.00 del 7 ottobre 2026.
Considerata la dimensione minima dei progetti e la necessità di strutturare fin dall'origine attività, costi e collaborazioni scientifiche, per le imprese interessate è opportuno avviare con anticipo la verifica della fattibilità tecnica dell'iniziativa e l'individuazione delle competenze esterne necessarie.
Se la tua impresa sta sviluppando un nuovo materiale, prodotto, processo o soluzione tecnologica e prevede di realizzare il progetto in Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna o Sicilia, Certimac può supportarti nella valutazione preliminare dell'idea e nella definizione delle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.
Il primo passo è verificare la coerenza tra il fabbisogno di innovazione dell'impresa, gli obiettivi della misura e le attività tecnico-scientifiche necessarie per trasformare l'idea in un progetto strutturato.
Compila il form in fondo alla pagina, scrivi a innovazione@certimac.it oppure chiama lo 0546 678518 per confrontarti con il nostro team.
Una PMI può presentare il progetto senza costituire un partenariato?
Sì. Una PMI o una piccola impresa a media capitalizzazione può essere unico proponente e beneficiario, ma deve coinvolgere uno o più soggetti esterni indipendenti attraverso servizi di ricerca, consulenza alla R&S o ricerca contrattuale per almeno il 10% dei costi complessivi ammissibili.
Un'azienda del Centro-Nord può accedere alla misura?
Ciò che rileva ai fini territoriali non è la sede legale, ma l'unità locale presso la quale viene realizzato il progetto: le attività agevolate devono essere svolte nelle Regioni ammesse dalla misura.
Un Organismo di Ricerca con sede fuori dal Mezzogiorno può fornire servizi al progetto?
Sì. Se opera come prestatore esterno di servizi di consulenza può avere sede legale in qualsiasi parte d'Italia o anche all'estero; diverso è il caso dell'Organismo di Ricerca co-proponente, che deve svolgere le proprie attività progettuali presso una propria unità locale situata nelle Regioni ammesse.
Le attività affidate a un Organismo di Ricerca esterno sono costi ammissibili?
Sì, se rientrano nei servizi di ricerca, consulenza alla ricerca e sviluppo o ricerca contrattuale previsti dalla misura e rispettano le condizioni di ammissibilità e congruità stabilite dalla disciplina applicabile.
Certimac deve necessariamente entrare nel partenariato per supportare l'impresa?
No. Certimac può, ove coerente con il progetto, operare come prestatore esterno di servizi tecnico-scientifici e di ricerca senza assumere la qualifica di co-proponente beneficiario.