15/06/2022

Comunità energetiche rinnovabili: è legge in Emilia-Romagna

L’Assemblea legislativa regionale ha approvato all’unanimità la Legge sulle comunità energetiche e l’autoconsumo collettivo di energia rinnovabile

Con la legge regionale n. 5/2022 del 27 maggio, l'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna ha approvato all'unanimità la legge a sostegno delle comunità energetiche rinnovabili (CER) e l'autoconsumo collettivo di energia rinnovabile.

La legge ha come obiettivo il sostegno allo sviluppo delle comunità, gruppi di persone fisiche, imprese, enti territoriali, di ricerca e formazione, religiosi, del terzo settore e di protezione ambientale che decidono di agire collettivamente per produrre, scambiare e accumulare energia a impatto zero attraverso impianti di energia rinnovabile.

 

Il provvedimento contribuisce in maniera concreta al raggiungimento della piena  decarbonizzazione e a ridurre le emissioni di gas climalteranti in atmosfera, per il quale sono necessari un maggiore sfruttamento del potenziale delle fonti di energia rinnovabile, promuovendo un sistema energetico decentrato e interconnesso, anche grazie a un ruolo più attivo dei clienti finali.

 

Comunità energetiche rinnovabili in Emilia-Romagna: cosa stabilisce la legge approvata

 

La legge individua le “azioni di sistema” e le misure di sostegno e promozione dell’autoconsumo collettivo e delle comunità energetiche, dall’erogazione di contributi e strumenti finanziari a supporto della costituzione e progettazione delle CER, fino all’acquisto e installazione degli impianti di produzione e accumulo. 

Sono inoltre previste iniziative di comunicazione e informazione sui temi dell’energia rinnovabile e dell’autoconsumo e di formazione delle professionalità coinvolte, nonché accordi con i Comuni e con l’Anci Emilia-Romagna finalizzati alla diffusione e condivisione delle “migliori pratiche”.

Nello specifico, riepiloghiamo di seguito le principali novità introdotte dalla legge sulle Comunità energetiche in Emilia-Romagna:

  • Contributi e strumenti finanziari per le CER e per gruppi di autoconsumatori di energia rinnovabile che agiscono collettivamente dalla loro costituzione fino alla progettazione;
  • Supporto a soggetti pubblici, associazioni territoriali e di categoria, le Agenzie per l’energia e soggetti privati per realizzare iniziative di comunicazione, informazione e partecipazione;
  • Iniziative per rafforzamento delle competenze degli enti locali e delle professionalità coinvolte nel processo di avvio, costituzione, gestione e animazione delle CER anche in collaborazione con le università e con i Laboratori della Rete Alta Tecnologia della Regione Emilia-Romagna;
  • Condivisione delle “migliori pratiche” attraverso sportelli informativi dedicati, in accordo con i Comuni e con L’associazione Nazionali Comuni Italiani - Emilia-Romagna (ANCI-ER);
  • Individuazione dei tetti degli edifici pubblici e le aree pubbliche in disponibilità degli enti da mettere a disposizione per l'installazione di impianti a servizio delle CER.

È inoltre prevista l’istituzione di un Registro delle Comunità di Energia Rinnovabile  della Regione Emilia-Romagna e la formazione di un tavolo tecnico permanente con funzioni consultive e di confronto composto da rappresentanti della Regione, delle associazioni maggiormente rappresentative a livello regionale, Anci e Upi Emilia-Romagna, Enea, nonché dai Clust-ER regionali competenti in materia e dal tavolo regionale dell’economia solidale.

 

Comunità energetiche rinnovabili in Emilia-Romagna: soggetti beneficiari dei contributi finanziari

 

L’obiettivo principale della Comunità Energetica Rinnovabile è quello di fornire benefici ambientali, economici o sociali e non la realizzazione di profitti finanziari. Con l’obiettivo di contrastare la povertà energetica e favorire l’inclusione sociale, la legge concede contributi maggiori per la costituzione di CER o gruppi di autoconsumatori composti da soggetti con fragilità economica, oppure da enti del terzo settore, enti proprietari di gestione di alloggi di edilizia residenziale pubblica o sociale, o situate in aree montane e interne del territorio regionale o, in alternativa, che realizzino progetti di inclusione e solidarietà.

Potranno beneficiare di contributi maggiorati anche le CER tra i cui membri sono presenti enti locali che hanno approvato piani o strategie integrate di adattamento e mitigazione dei cambiamenti climatici (Paesc).

 

Per l’attuazione, oltre il primo stanziamento inserito in legge di 200mila euro per il 2022 e 150mila per il 2023, la Regione ha previsto di utilizzare le nuove risorse comunitarie destinando almeno 12 milioni di euro del Fesr, da affiancare alle risorse previste dal Pnrr.

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