17/07/2026

Iperammortamento 2026-2028

Cosa cambia per le imprese e come pianificare gli investimenti

Con l’introduzione del nuovo Iperammortamento, il sistema di incentivazione degli investimenti produttivi cambia nuovamente impostazione.

Dopo le esperienze dei crediti d’imposta Transizione 4.0 e Transizione 5.0, il beneficio torna a operare attraverso una maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto dei beni agevolabili, consentendo alle imprese di dedurre maggiori quote di ammortamento o maggiori canoni di leasing.

 

La misura interessa gli investimenti in beni materiali e immateriali funzionali alla trasformazione digitale dei processi produttivi e, a determinate condizioni, gli investimenti destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili.

Per le imprese, tuttavia, la questione non riguarda soltanto l’entità dell’agevolazione fiscale.

 

Il nuovo quadro normativo rende ancora più importante pianificare correttamente gli investimenti, verificare preventivamente l’ammissibilità tecnica dei beni e coordinare decisioni industriali, documentazione tecnica e adempimenti previsti dalla procedura.

 

Dal credito d’imposta alla maggiorazione del costo: cosa cambia

 

La prima differenza rispetto alle precedenti misure di incentivazione riguarda il meccanismo di fruizione del beneficio.

 

L’Iperammortamento non genera un credito d’imposta utilizzabile in compensazione tramite modello F24. L’incentivo consiste nella maggiorazione del costo fiscalmente riconosciuto dell’investimento, che determina maggiori quote deducibili dal reddito imponibile nel corso del periodo di ammortamento.

 

La misura prevede differenti livelli di maggiorazione in funzione del valore complessivo degli investimenti realizzati.

Per le imprese diventa quindi importante valutare non soltanto se un investimento sia agevolabile, ma anche il beneficio fiscale effettivo, i tempi di fruizione e l’impatto economico complessivo dell’operazione.

 

Per conoscere le percentuali di maggiorazione, simulare il beneficio fiscale e approfondire le condizioni di accesso, consulta la pagina dedicata all’Iperammortamento.

 

Quali investimenti possono beneficiare dell’Iperammortamento

 

Il perimetro dell’agevolazione comprende tre principali categorie di investimento.

La prima riguarda i beni materiali tecnologicamente avanzati destinati alla digitalizzazione e all’automazione dei processi produttivi: macchinari, impianti, sistemi robotizzati e altre tecnologie industriali che soddisfano i requisiti previsti dalla normativa e risultano interconnesse ai sistemi aziendali di gestione della produzione.

 

La seconda comprende i beni immateriali funzionali alla trasformazione digitale dei processi, tra cui software industriali, sistemi MES e SCADA, piattaforme di gestione e applicazioni basate sull’Intelligenza Artificiale riconducibili alle categorie previste dalla normativa.

 

La terza area riguarda gli investimenti destinati all’autoproduzione e all’autoconsumo di energia da fonti rinnovabili, inclusi, a determinate condizioni, i sistemi di accumulo.

 

Perché la valutazione preliminare diventa strategica

 

La presenza di categorie di investimento molto diverse rende necessaria una valutazione tecnica preliminare.

L’acquisto di un bene tecnologicamente avanzato o di un impianto per la produzione di energia rinnovabile non determina infatti automaticamente il diritto all’agevolazione.

 

Occorre verificare la rispondenza ai requisiti normativi, le caratteristiche tecniche dell’investimento e, quando previsto, il rispetto delle condizioni di interconnessione e dimensionamento.

 

Iperammortamento 2026 2028: l’errore più grande da evitare 

 

Uno degli errori più comuni nei programmi di investimento agevolato è quello di verificare l’ammissibilità dell’investimento quando il bene è già stato acquistato o il progetto è in fase avanzata.

Questo approccio espone l’impresa a un rischio concreto: scoprire tardivamente che alcune caratteristiche tecniche, documentali o procedurali non consentono di accedere al beneficio previsto.

 

Una valutazione preventiva consente invece di rispondere ad alcune domande essenziali.

  • Il bene rientra effettivamente tra quelli agevolabili?
  • Sono soddisfatti i requisiti tecnici richiesti dalla normativa?
  • L’architettura di interconnessione prevista è adeguata?
  • Nel caso di investimenti energetici, il dimensionamento dell’impianto rispetta i parametri stabiliti?
  • Qual è il beneficio fiscale effettivo dell’investimento?
  • Quali documenti e verifiche devono essere predisposti durante la realizzazione del progetto?

Affrontare questi aspetti prima dell’avvio dell’investimento permette di ridurre il rischio di non conformità e di integrare la gestione dell’incentivo nel processo decisionale dell’impresa.

 

Iperammortamento e transizione energetica: una prospettiva più ampia

 

Un secondo elemento rilevante riguarda il rapporto tra incentivazione degli investimenti e politiche aziendali per la transizione energetica.

Gli investimenti in impianti destinati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili possono rappresentare una componente di programmi più articolati di riduzione dei consumi energetici, miglioramento dell’efficienza dei processi e decarbonizzazione delle attività produttive.

 

In questa prospettiva, l’Iperammortamento può essere valutato insieme ad altri strumenti e interventi: diagnosi energetiche, sistemi di gestione dell’energia ISO 50001, investimenti in efficienza energetica e opportunità offerte dai programmi regionali e nazionali di finanza agevolata.

 

La questione strategica diventa quindi più ampia rispetto alla semplice possibilità di ottenere un vantaggio fiscale.

Per l’impresa si tratta di comprendere come utilizzare gli strumenti di incentivazione disponibili per sostenere programmi di investimento coerenti con le proprie priorità industriali, energetiche e ambientali.

 

Dalla decisione di investimento alla perizia tecnica

 

L’accesso all’agevolazione richiede il coordinamento di competenze differenti.

La direzione aziendale e le funzioni finanziarie devono valutare la sostenibilità economica dell’investimento. I responsabili tecnici devono verificare le caratteristiche dei beni e la loro integrazione nei processi produttivi. 

 

Gli specialisti energetici intervengono nella valutazione degli investimenti destinati all’autoproduzione da fonti rinnovabili. I professionisti incaricati della perizia devono infine verificare e attestare la conformità tecnica degli investimenti ai requisiti previsti dalla normativa.

 

A queste attività si aggiunge la gestione delle comunicazioni e degli adempimenti previsti dalla procedura GSE.

La capacità di coordinare correttamente queste fasi rappresenta uno degli elementi più rilevanti per ridurre il rischio tecnico e documentale dell’operazione.

 

Pianificare prima di investire

 

Il nuovo Iperammortamento offre alle imprese un’opportunità significativa per sostenere gli investimenti nella trasformazione digitale dei processi produttivi e nella transizione energetica.

L’entità dell’incentivo non dovrebbe tuttavia essere l’unico criterio utilizzato per decidere se e come realizzare un investimento.

 

La verifica dell’ammissibilità tecnica, la stima del beneficio fiscale effettivo, la pianificazione degli adempimenti e la predisposizione della documentazione necessaria dovrebbero precedere l’acquisto dei beni e accompagnare l’intero progetto di investimento.

 

I servizi di Certimac per l’Iperammortamento

 

Certimac supporta le imprese nella valutazione preliminare degli investimenti, nella verifica dei requisiti tecnici, nel coordinamento della perizia tecnica asseverata e nella gestione degli adempimenti previsti dalla procedura.

 

Approfondisci requisiti, percentuali di maggiorazione, beni agevolabili e servizi di supporto nella pagina dedicata all’Iperammortamento 2026-2028.

 

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Una valutazione preliminare consente di verificare l’ammissibilità tecnica dei beni, stimare il beneficio economico atteso e individuare per tempo gli adempimenti necessari.

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