La Regione Emilia-Romagna ha approvato il bando “Supporto all’utilizzo di fonti rinnovabili nelle imprese”, nell’ambito del PR FESR 2021-2027, con l’obiettivo di incentivare la produzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo, ridurre i costi energetici e contribuire alla riduzione delle emissioni climalteranti.
La misura mette a disposizione 3 milioni di euro e prevede un contributo a fondo perduto fino al 35% delle spese ammissibili, che può arrivare al 40% in presenza delle condizioni di premialità previste dal bando, con un contributo massimo di 100.000 euro.
Le domande si possono presentare dal 30 settembre al 16 novembre 2026.
Il contributo è rivolto alle piccole e medie imprese (PMI) singole, indipendentemente dalla forma giuridica.
L’impresa deve avere l’unità locale o la sede operativa nella quale viene realizzato il progetto nel territorio della Regione Emilia-Romagna e tale sede deve risultare dalla visura camerale.
Il bando finanzia la realizzazione di impianti fotovoltaici destinati all’autoconsumo, installati su pensiline a copertura di parcheggi esistenti oppure di nuovi parcheggi realizzati su aree già impermeabilizzate.
È ammessa anche l’installazione di sistemi di accumulo collegati all’impianto fotovoltaico.
Gli interventi possono riguardare sia nuovi impianti sia ampliamenti di impianti esistenti, limitatamente alle nuove sezioni.
L’impianto fotovoltaico deve avere una potenza inferiore a 1 MW. Inoltre, la produzione annua prevista non può superare il fabbisogno elettrico annuo del sito produttivo, determinato sulla base della diagnosi energetica richiesta dal bando.
La diagnosi deve prendere in considerazione i consumi elettrici del sito relativi a 12 mesi consecutivi, compresi tra il 1° gennaio 2025 e la data di presentazione della domanda.
Per i sistemi di accumulo è inoltre previsto che almeno il 75% dell’energia annualmente assorbita provenga direttamente dall’impianto alimentato da fonte rinnovabile.
L’investimento deve avere un valore minimo di 70.000 euro, al netto dell’IVA.
Sono ammissibili, nei limiti e alle condizioni previste dal bando:
La realizzazione dell’impianto fotovoltaico costituisce un elemento essenziale del progetto: l’assenza o l’inammissibilità della relativa spesa può comportare la revoca del contributo.
La diagnosi energetica non rappresenta soltanto un documento da allegare alla domanda, ma costituisce uno degli elementi su cui viene costruito il progetto.
Deve riguardare l’intero sito produttivo interessato dall’intervento e ricostruire i consumi elettrici, tenendo conto dei punti di prelievo (POD) e dell’eventuale energia autoprodotta e autoconsumata.
La diagnosi deve inoltre contenere l’analisi tecnico-economica dell’intervento, compresi i dati relativi alla configurazione dell’impianto, alla potenza installata, alla produzione annua attesa, all’eventuale sistema di accumulo e al periodo di ritorno dell’investimento.
Questo consente di verificare la coerenza tra dimensionamento dell’impianto, produzione attesa e fabbisogno energetico del sito.
Il contributo è riconosciuto nella misura massima del 35% della spesa ammissibile, con un incremento di 5 punti percentuali in presenza di una o più delle condizioni di premialità previste dal bando.
Tra queste rientrano:
La premialità non costituisce quindi un requisito per partecipare al bando, ma consente di aumentare l’intensità del contributo dal 35% al 40%.
In ogni caso, il contributo complessivo non può superare 100.000 euro.
Il bando prevede una procedura valutativa: non è quindi sufficiente rispettare i requisiti di ammissibilità per ottenere il contributo. Le domande vengono valutate anche sulla qualità e sulle caratteristiche del progetto presentato.
La valutazione tiene conto, tra gli altri aspetti, della qualità tecnica dell’intervento, della riduzione delle emissioni, dell’utilizzo di energia da fonti rinnovabili, degli impatti ambientali e della sostenibilità economico-finanziaria del progetto.
Per accedere al finanziamento è necessario ottenere almeno 50 punti su 100.
Questo significa che, oltre a verificare se l’impresa e l’intervento rispettano i requisiti del bando, è importante presentare un progetto tecnicamente coerente, ben dimensionato rispetto ai consumi del sito e adeguatamente documentato.
In caso di parità di punteggio, sarà considerato l’ordine cronologico di presentazione delle domande.
Il progetto deve rispettare il principio DNSH – Do No Significant Harm.
In fase di domanda è prevista la presentazione di una relazione DNSH iniziale, nella quale vengono descritti gli interventi e valutati i possibili impatti rispetto agli obiettivi ambientali rilevanti per il bando.
Sono completamente esentate dalla compilazione della relazione le imprese in possesso di una certificazione di processo tra ISO 14001, EMAS e OEF, secondo le condizioni previste dal bando. In questi casi, il rispetto del principio DNSH viene considerato assolto ex ante.
Sono inoltre previste specifiche condizioni di esenzione dalla relazione relativa alla mitigazione dei cambiamenti climatici per le imprese in possesso di determinate certificazioni energetiche o relative ai gas serra, oppure che attestino l’utilizzo di energia da fonti rinnovabili per almeno l’80%.
Il rispetto del principio DNSH non si esaurisce nella fase di candidatura: gli indicatori ambientali assegnati al progetto dovranno essere compilati anche in fase di rendicontazione e, per determinate spese, dovrà essere presentata la documentazione prevista dal bando o, nei casi stabiliti, una relazione DNSH finale.
Le domande potranno essere presentate dalle ore 10:00 del 30 settembre 2026 alle ore 13:00 del 16 novembre 2026.
La domanda dovrà essere trasmessa esclusivamente attraverso l’applicativo web SFINGE 2020.
Tra la documentazione richiesta rientrano, tra gli altri, la diagnosi energetica, la documentazione catastale, la relazione tecnico-illustrativa del progetto, il computo metrico estimativo, la richiesta di preventivo per la connessione alla rete, la documentazione relativa alla disponibilità dell’area e la documentazione prevista per il rispetto del principio DNSH.
Per le imprese interessate a partecipare al bando, la prima fase consiste nel verificare che l’intervento sia ammissibile e che la soluzione fotovoltaica sia correttamente dimensionata rispetto ai consumi del sito produttivo.
L’Area Energia di Certimac affianca le PMI nella valutazione e nello sviluppo tecnico degli interventi destinati all’autoconsumo, a partire dalla diagnosi energetica richiesta dal bando. L’analisi consente di ricostruire i consumi del sito, verificare i POD coinvolti e definire una soluzione coerente con il fabbisogno energetico e con i requisiti della misura.
Il supporto può riguardare in particolare:
Vuoi approfondire i requisiti del bando e capire come strutturare correttamente il tuo progetto? Contatta gli esperti dell’Area Energia di Certimac: