Torna anche nel 2026 il Fondo Energia della Regione Emilia-Romagna, uno degli strumenti più interessanti per le imprese che vogliono investire in riduzione dei consumi energetici, autoproduzione da fonti rinnovabili e modelli di economia circolare.
La nuova finestra per la presentazione delle domande aprirà il 15 aprile 2026 e rappresenta un’opportunità concreta per finanziare interventi spesso complessi, grazie a una combinazione di finanziamento agevolato e contributo a fondo perduto sulle spese tecniche.
Il Fondo dispone di una dotazione complessiva di 20 milioni di euro, alimentata per il 75% da risorse pubbliche (PR FESR 2021-2027) e per il restante 25% da fondi messi a disposizione dal sistema bancario convenzionato.
Un aspetto importante da considerare è che le domande saranno valutate in ordine cronologico di presentazione: arrivare preparati all’apertura dello sportello è quindi determinante per accedere alle risorse.
Il Fondo è destinato a:
Le imprese devono operare nei principali settori produttivi (sezioni ATECO 2025: B, C, D, E, F, G, H, I, J, K, M, N, O, Q, R, S, T).
Il Fondo finanzia interventi finalizzati alla riduzione dei consumi energetici, all'incremento dell'autonomia energetica e alla sostenibilità dei processi produttivi. Le tipologie di interventi ammissibili sono:
a) efficientamento energetico sul sistema edificio-impianto e processi produttivi (ad esempio: isolamento termico, sostituzione impianti di climatizzazione, pompe di calore, efficientamento di macchinari, motori, aria compressa, sistemi di illuminazione e building automation). L'ammissibilità al finanziamento è subordinata alla previa esecuzione di una Diagnosi Energetica, firmata e timbrata da tecnico abilitato, che dovrà indicare chiaramente gli interventi necessari che si intendono realizzare.
b) impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili per l’autoconsumo, inclusi sistemi di accumulo, colonnine di ricarica e interventi di repowering su impianti fotovoltaici esistenti. L'impianto deve essere dimensionato sui consumi effettivi dell'impresa; la quota immessa in rete non può essere preponderante rispetto a quella autoconsumata (non è richiesto di soddisfare una soglia minima di autoconsumo). All’interno di questa tipologia di investimento è ammessa anche l’installazione di impianti di cogenerazione e trigenerazione ad alto rendimento ed interventi di installazione di sistemi di gestione e monitoraggio della produzione energetica degli impianti a fonti rinnovabili oggetto della domanda. Sono inoltre ammissibili interventi accessori all'installazione del fotovoltaico, come rimozione dell'amianto, rifacimento della guaina di copertura, linee vita e sistemi di accesso in sicurezza (fino al 20% delle spese dell'impianto).
c) miglioramento e adeguamento sismico, solo se abbinato ad almeno uno degli interventi energetici di tipo A o B, e solo per edifici in zone sismiche 1 e 2. L'importo finanziabile per questa voce non può superare il 50% degli interventi energetici abbinati. Non sono ammessi progetti che prevedano il solo intervento sismico.
d) economia circolare: infrastrutture, tecnologie e macchinari per il riciclo degli scarti di lavorazione industriale e processi innovativi per ottenere nuovi prodotti da scarti di precedenti lavorazioni.
Ogni progetto deve includere almeno un intervento di tipo A, B oppure D. Gli interventi sismici (C) sono finanziabili esclusivamente in abbinamento ad interventi di tipo A o B, non in abbinamento al solo intervento D.
Non sono finanziabili nuove costruzioni o ampliamenti edilizi. Il progetto deve essere realizzato in un’unica sede operativa.
Il Fondo può coprire fino al 100% delle spese ammissibili, per importi compresi tra 25.000 euro e 1.000.000 euro (massimale comprensivo dell'eventuale contributo a fondo perduto). Il finanziamento è composto da:
A questo si aggiunge un contributo a fondo perduto sulle spese tecniche sostenute prima dell'avvio dell'intervento. Le spese ammissibili a contributo a fondo perduto comprendono, a titolo esemplificativo:
Non sono ammissibili a contributo a fondo perduto le spese di consulenza per la predisposizione della domanda di finanziamento e per le attività tecniche successive alla progettazione (direzione lavori, coordinamento sicurezza, collaudo, rendicontazione). Queste spese, insieme ad altri servizi di consulenza, possono rientrare nell'importo del finanziamento agevolato.
Le spese tecniche ammissibili a contributo a fondo perduto (diagnosi energetica, progettazione, ecc.) possono essere sostenute fino a 4 mesi prima della presentazione della domanda. Tutte le altre spese devono essere sostenute successivamente a tale data. Gli interventi devono essere conclusi entro 12 mesi dalla concessione dell'agevolazione.
Il contributo a fondo perduto può arrivare fino al 12,5% della quota pubblica del finanziamento richiesto.
Le domande potranno essere presentate:
Trattandosi di una procedura a sportello, il bando potrebbe chiudersi anticipatamente in caso di esaurimento delle risorse disponibili.
Accedere a strumenti come il Fondo Energia richiede non solo una buona idea progettuale, ma anche una strutturazione tecnica ed economica solida.
L'Area Energia di Certimac supporta le imprese lungo tutto il percorso, con un approccio integrato che parte dall'analisi iniziale e arriva fino alla presentazione della domanda. In particolare, il supporto comprende:
Queste attività rientrano tra quelle ammissibili a contributo a fondo perduto: l'impresa può quindi recuperare parte dei costi sostenuti per la preparazione del progetto.
Proprio per la modalità di accesso a sportello, è fondamentale arrivare preparati all'apertura del bando, con un progetto già definito e una chiara valutazione tecnico-economica degli interventi.
Il team Certimac è disponibile per una prima valutazione della vostra idea progettuale e per accompagnarvi nella predisposizione della domanda.
Per contattare i nostri esperti è possibile compilare il form in fondo alla pagina oppure:
- scrivere a energia@certimac.it
- chiamare il numero 0546/678518