Un ponte termico è una zona localizzata dell’involucro edilizio caratterizzata da disomogeneità termica, in cui la resistenza termica risulta inferiore rispetto alle aree circostanti.
In corrispondenza di un ponte termico, il flusso termico si concentra localmente, attraversando preferenzialmente le zone a maggiore conducibilità. Ciò comporta un incremento delle dispersioni termiche rispetto al comportamento teorico uniforme dell’elemento, una riduzione della temperatura superficiale interna e, in condizioni sfavorevoli, il rischio di formazione di condensa superficiale e muffe.
I ponti termici sono generalmente presenti in tutti gli edifici e si generano in corrispondenza di variazioni geometriche, discontinuità dell’isolamento o intersezioni tra diversi elementi costruttivi. Non possono essere completamente eliminati, ma possono essere quantificati, controllati e ridotti mediante adeguate soluzioni progettuali e costruttive. La loro valutazione è oggetto di verifica ai sensi della normativa vigente.
Classificazione dei ponti termici
I ponti termici si classificano in tre categorie principali in base alla loro origine:

Nella pratica, i ponti termici più critici sono spesso quelli di tipo strutturale. Un elemento in calcestruzzo armato (λ ≈ 1,8–2,5 W/(m·K)), inserito in una parete isolata, introduce una discontinuità termica significativa che difficilmente può essere compensata con il solo aumento dello spessore dell’isolante nelle zone adiacenti.
Negli edifici realizzati prima degli anni ’90, i ponti termici strutturali non trattati rappresentano frequentemente una delle principali cause di dispersioni termiche elevate e di problemi di condensa superficiale.
Come si quantifica un ponte termico: ψ e χ
L’effetto dei ponti termici sul bilancio energetico dell’edificio viene espresso attraverso coefficienti aggiuntivi che integrano la trasmittanza termica delle superfici piane:
- ψ (coefficiente di trasmittanza termica lineica) [W/(m·K)]
Rappresenta il flusso termico disperso per unità di lunghezza di un ponte termico lineare (ad es. giunti parete-solaio, raccordi parete-infisso, spigoli).
- χ (coefficiente di trasmittanza termica puntuale) [W/K]
Rappresenta il flusso termico disperso associato a elementi puntuali (ad es. ancoraggi, staffe metalliche, fissaggi).
Il coefficiente ψ si determina come differenza tra il flusso termico totale ottenuto mediante calcolo numerico e il contributo delle superfici piane:
ψ = L2D −∑ Ui ⋅ bi
dove:
- L2D è la trasmittanza termica lineica ottenuta da simulazione bidimensionale
- Ui sono le trasmittanze delle superfici piane
- bi le rispettive lunghezze di riferimento
Il calcolo numerico di ψ viene eseguito secondo la UNI EN ISO 10211 mediante modellazione agli elementi finiti. In alternativa, per configurazioni standard, la UNI EN ISO 14683 fornisce valori tabulati e atlanti di ponti termici.
I valori tabulati sono generalmente conservativi rispetto al calcolo numerico; quest’ultimo è preferibile nelle fasi di ottimizzazione progettuale.
A titolo indicativo, alcuni valori tipici di ψ per ponti termici lineari comuni in edifici con isolamento a cappotto.
Nota: i valori riportati sono puramente indicativi e dipendono in modo significativo da geometria, stratigrafia, continuità dell’isolamento e dettagli costruttivi. Non devono essere utilizzati per verifiche progettuali o certificazioni energetiche senza un calcolo conforme alle norme UNI EN ISO 10211 o UNI EN ISO 14683.
![Nella pratica, i ponti termici più critici sono spesso quelli di tipo strutturale. Un elemento in calcestruzzo armato (λ ≈ 1,8–2,5 W/(m·K)), inserito in una parete isolata, introduce una discontinuità termica significativa che difficilmente può essere compensata con il solo aumento dello spessore dell’isolante nelle zone adiacenti. Negli edifici realizzati prima degli anni ’90, i ponti termici strutturali non trattati rappresentano frequentemente una delle principali cause di dispersioni termiche elevate e di problemi di condensa superficiale. Come si quantifica un ponte termico: ψ e χ L’effetto dei ponti termici sul bilancio energetico dell’edificio viene espresso attraverso coefficienti aggiuntivi che integrano la trasmittanza termica delle superfici piane: ψ (coefficiente di trasmittanza termica lineica) [W/(m·K)] Rappresenta il flusso termico disperso per unità di lunghezza di un ponte termico lineare (ad es. giunti parete-solaio, raccordi parete-infisso, spigoli). χ (coefficiente di trasmittanza termica puntuale) [W/K] Rappresenta il flusso termico disperso associato a elementi puntuali (ad es. ancoraggi, staffe metalliche, fissaggi). Il coefficiente ψ si determina come differenza tra il flusso termico totale ottenuto mediante calcolo numerico e il contributo delle superfici piane: ψ = L2D −∑ Ui ⋅ bi dove: L2D è la trasmittanza termica lineica ottenuta da simulazione bidimensionale Ui sono le trasmittanze delle superfici piane bi le rispettive lunghezze di riferimento Il calcolo numerico di ψ viene eseguito secondo la UNI EN ISO 10211 mediante modellazione agli elementi finiti. In alternativa, per configurazioni standard, la UNI EN ISO 14683 fornisce valori tabulati e atlanti di ponti termici. I valori tabulati sono generalmente conservativi rispetto al calcolo numerico; quest’ultimo è preferibile nelle fasi di ottimizzazione progettuale. A titolo indicativo, alcuni valori tipici di ψ per ponti termici lineari comuni in edifici con isolamento a cappotto. Nota: i valori riportati sono puramente indicativi e dipendono in modo significativo da geometria, stratigrafia, continuità dell’isolamento e dettagli costruttivi. Non devono essere utilizzati per verifiche progettuali o certificazioni energetiche senza un calcolo conforme alle norme UNI EN ISO 10211 o UNI EN ISO 14683.](https://certimac.it/wp-content/uploads/2026/04/ponte-termico2.png)
Effetti del ponte termico: dispersioni, comfort e condensa
I ponti termici producono tre principali effetti, tra loro correlati:
- Aumento delle dispersioni termiche: il flusso termico aggiuntivo associato ai ponti termici incrementa il coefficiente globale di scambio termico per trasmissione Hᵀ dell’edificio e, di conseguenza, il fabbisogno energetico per il riscaldamento. In edifici poco isolati, il contributo dei ponti termici può rappresentare una quota significativa delle dispersioni complessive dell’involucro (indicativamente 20–40%). Negli edifici ad alte prestazioni, dove la trasmittanza delle superfici opache è molto bassa, l’incidenza relativa dei ponti termici può diventare prevalente.
- Riduzione della temperatura superficiale interna: in corrispondenza dei ponti termici, la temperatura superficiale interna risulta inferiore rispetto alle zone circostanti. Tale riduzione dipende dalla geometria del nodo, dalle proprietà termiche dei materiali e dalle condizioni al contorno. Temperature superficiali ridotte possono determinare condizioni di disagio termico per irraggiamento e aumentare il rischio di condensazione.
- Rischio di condensa superficiale e interstiziale: quando la temperatura superficiale interna scende al di sotto della temperatura di rugiada dell’aria ambiente, si verifica condensazione superficiale. Questo fenomeno favorisce la formazione di muffe, con conseguenti problematiche igienico-sanitarie ed estetiche. La verifica del rischio di condensa, anche in corrispondenza dei ponti termici, è richiesta dalla normativa vigente nell’ambito delle verifiche igrotermiche.
Quadro normativo e verifica igrometrica: requisiti e metodi
La gestione dei ponti termici è disciplinata da un sistema normativo articolato che comprende sia il calcolo delle prestazioni energetiche sia la verifica delle condizioni igrotermiche dell’involucro edilizio.
- EN ISO 10211 - Calcolo numerico dei ponti termici
Norma di riferimento per il calcolo numerico dei flussi termici e delle temperature superficiali in presenza di ponti termici bidimensionali e tridimensionali. Definisce le condizioni al contorno, i requisiti di accuratezza del modello numerico e le modalità di determinazione dei coefficienti ψ e χ. Rappresenta il metodo di maggiore accuratezza per la valutazione dei ponti termici ed è utilizzato nei software conformi alla serie EN ISO 52000.
- EN ISO 14683 - Coefficienti di trasmittanza lineica tabulati
Fornisce valori tabulati del coefficiente di trasmittanza termica lineica ψ per le tipologie di ponte termico più comuni. Sono previsti:
- metodo A: valori predefiniti (conservativi)
- metodo B: valori da atlante
- metodo C: rimando al calcolo numerico secondo UNI EN ISO 10211
Nella pratica progettuale, il metodo B è frequentemente utilizzato per le verifiche correnti.
- EN ISO 13788 - Verifica igrometrica: condensa superficiale e interstiziale
Norma di riferimento per la valutazione del rischio di condensa superficiale e interstiziale nei componenti edilizi, inclusi i punti di ponte termico. Il fattore di temperatura superficiale fRsi è un parametro fondamentale per garantire il comfort e la salubrità degli edifici. Esso misura la differenza di temperatura tra la superficie interna e l'esterna, e viene calcolato come:
fRsi = (Tsi − Te) / (Ti − Te)
Tsi = temperatura superficiale interna | Ti = temperatura interna | Te = temperatura esterna
Per condizioni interne standard (20 °C, 50% UR), la norma EN ISO 13788 fissa un valore limite di fRsi ≥ 0,70 per evitare la formazione di muffe. La verifica si esegue estraendo la temperatura superficiale minima nel punto critico del ponte termico dalla simulazione numerica (EN ISO 10211) e calcolandone il fattore corrispondente. Se fRsi < 0,70, il ponte termico è a rischio muffa e deve essere corretto.
- D.M. 28 ottobre 2025 (Decreto Requisiti Minimi) - Obblighi di verifica
Operativo dal 3 giugno 2026, il decreto aggiorna in modo sostanziale i requisiti relativi ai ponti termici rispetto al precedente D.M. 26 giugno 2015. I principali obblighi introdotti o confermati sono:
- Verifica della temperatura superficiale interna: per tutti i ponti termici significativi dell’involucro, deve essere verificato che la temperatura superficiale interna non scenda al di sotto del punto di rugiada nelle condizioni di progetto, né al di sotto della soglia di rischio muffa secondo EN ISO 13788. La verifica deve essere documentata nella relazione tecnica allegata al progetto.
- Calcolo del coefficiente Hᵀ con contributo dei ponti termici: il coefficiente globale di dispersione termica per trasmissione Hᵀ deve includere il contributo dei ponti termici lineari (Σ ψᵢ · lᵢ) e puntuali (Σ χⱼ). Il rispetto dei limiti di Hᵀ non può quindi prescindere da una valutazione quantitativa dei ponti termici.
- Obbligo di trattamento nei nuovi edifici: per gli edifici di nuova costruzione, il decreto introduce l’obbligo di adottare soluzioni progettuali che limitino l’entità dei ponti termici, con riferimento esplicito alla continuità dello strato isolante e al controllo dei ψ ai giunti principali.
- Ristrutturazioni importanti di primo livello: negli interventi di ristrutturazione importante di primo livello (che coinvolgono più del 50% dell’involucro), i ponti termici devono essere trattati contestualmente all’isolamento delle superfici opache, documentando la riduzione ottenuta rispetto allo stato di fatto.
- UNI EN ISO 52016 - Calcolo del fabbisogno energetico con ponti termici
Norma della serie EN ISO 52000 per il calcolo orario o mensile del fabbisogno di energia termica degli edifici. Definisce come integrare i coefficienti ψ e χ nel bilancio energetico dinamico, garantendo coerenza tra la verifica dei ponti termici e il calcolo delle prestazioni energetiche complessive richiesto per l’APE (Attestato di Prestazione Energetica).
- UNI/TS 11300-1 - Recepimento nazionale
Specifica tecnica italiana che recepisce e integra le norme europee per il calcolo del fabbisogno di energia termica degli edifici nel contesto normativo nazionale. Definisce le condizioni al contorno climatiche, i valori di riferimento per le resistenze superficiali e i criteri di applicazione dei coefficienti di ponte termico nel calcolo dell’APE secondo il sistema DOCET/EDILCLIMA/ecc.
Soluzioni costruttive per il trattamento dei ponti termici
La riduzione dei ponti termici si basa principalmente sulla continuità dello strato isolante in corrispondenza degli elementi che generano disomogeneità termiche. Le soluzioni variano in funzione della tipologia costruttiva:
- Cappotto esterno continuo: il sistema di isolamento a cappotto rappresenta una delle soluzioni più efficaci per la riduzione dei ponti termici strutturali in facciata. Garantendo la continuità dell’isolamento su pilastri, travi e solai, si riduce significativamente il coefficiente ψ dei principali giunti. L’efficacia dipende dalla corretta risoluzione dei nodi costruttivi, in particolare nei raccordi parete-copertura, parete-solaio e nei contorni dei serramenti.
- Elementi di taglio termico nei solai: nei giunti parete-solaio, l’inserimento di elementi con funzione di interruzione termica consente di ridurre il coefficiente ψ mantenendo la continuità strutturale. Tali elementi sono realizzati con materiali a bassa conducibilità o con sistemi compositi (ad es. elementi in GFRP o acciaio con interruzione termica) e sono ampiamente utilizzati nelle nuove costruzioni.
- Isolamento dal lato interno: quando l’isolamento esterno non è applicabile (ad esempio in presenza di vincoli architettonici), l’isolamento interno consente di ridurre le dispersioni delle superfici piane, ma risulta generalmente meno efficace nella correzione dei ponti termici strutturali. In questi casi, la verifica igrotermica secondo la UNI EN ISO 13788 assume particolare rilevanza.
- Corretto raccordo dei serramenti: il giunto tra serramento e parete rappresenta uno dei ponti termici lineari più frequenti. La posizione del serramento nella stratigrafia (in posizione interna, intermedia o in prossimità del piano dell’isolamento) influenza in modo significativo il valore di ψ del nodo. Nella maggior parte dei casi, la soluzione più favorevole è la posa del serramento in prossimità del piano dell’isolamento, con adeguata continuità dei materiali isolanti.
Il supporto di Certimac
La corretta gestione dei ponti termici parte dalla conoscenza delle proprietà termofisiche dei materiali impiegati nella struttura. Certimac esegue la caratterizzazione sperimentale di conducibilità termica (λ), resistenza termica (R) e trasmittanza dei materiali da costruzione - isolanti, laterizi, calcestruzzi, compositi - fornendo i dati di input necessari per la modellazione numerica dei ponti termici secondo EN ISO 10211 e per la verifica igrometrica secondo EN ISO 13788.
In qualità di Organismo Notificato per il Regolamento Prodotti da Costruzione (CPR) e Laboratorio Accreditato ISO 17025 da ACCREDIA, Certimac garantisce risultati di prova riconosciuti a livello nazionale ed europeo. I Rapporti di Prova emessi dal laboratorio sono direttamente utilizzabili come input nei software di calcolo dei ponti termici e nella documentazione tecnica richiesta dalla normativa vigente.
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